App Comune Romano 2.0

Museo di Giovani Battista Rubini

Informazioni generali:
Via Comelli 2 – Romano di Lombardia (Bg)

tel.: 0363/910810

Apertura:

Domenica: 10.00 – 12.00

CENNI STORICI

Il museo fu fondato nel 1872 per lascito testamentario di Adelaide Comelli, vedova di Giovan Battista Rubini, famoso tenore nato a Romano di Lombardia nel 1794 e morto nel 1854. Il museo è collocato nel palazzo Rubini, fatto costruire dall’artista nel 1845. L’edificio fu progettato dall’arch. Pagnoncelli di Bergamo, lo stesso che aveva progettato, a Romano, il palazzo municipale e la casa di campagna di Rubini, detta “la Gasparina”. E’ in stile tardo-neoclassico; presenta ambienti decorati con affreschi e stucchi e pavimenti in mosaico alla veneziana. Ha un cortile interno con porticato; nella pavimentazione è riprodotto lo stemma Rubini con tre tondi che indicano le pietre preziose del cognome. I piani superiori sono adibiti a scuola; l’utilizzo dell’edificio per le scuole superiori, per più di cento anni, ha nuociuto assai alla conservazione del palazzo il cui restauro è ancora in corso. La moglie Comelli, francese (il cognome è italianizzato) era un soprano. Sopravvisse vent’anni al marito e, nel frattempo, ne raccolse le memorie.

CRITERI ESPOSITIVI – ITINERARIO DI VISITA

Il museo, che un tempo occupava una sola sala al primo piano detta “sala ovale”, occupa oggi cinque stanze contigue a piano terra. Nell’atrio sono esposte fotografie e litografie riguardanti il tenore. Nella prima sala, detta “del biliardo”, vi sono le memorie legate alla vita di Rubini e dei suoi più stretti familiari: ritratti, arredi, vesti. Nella seconda sala vi sono i ricordi di Rubini cantante; è detta “del pirata” per l’affresco del personaggio che gli aveva dato la fama. E’ un grande salone dove avvenivano le audizioni musicali e le feste. La terza sala, con soffitto affrescato, raccoglie arredi e oggetti che decoravano gli ambienti dove viveva la famiglia. Presenta anche quadri che mostrano luoghi raggiunti dal tenore nella sua attività. Nella quarta sala, arredata come quadreria, sono esposte le moltissime stampe che Rubini acquistava nelle grandi capitali europee, oppure riceveva in dono. La vedova del tenore volle anche, con lascito testamentario e per rispetto della volontà del marito, che tutti gli immensi beni accumulati dal Rubini in vita, fossero lasciati ad alcuni enti cittadini in favore di cantanti poveri e che, nel palazzo, fosse fondata una scuola superiore.